NOVITA’ 2020-2021

Ogni anno determiniamo degli obiettivi di ricerca sui quali approfondire la conoscenza dei bisogni umani.

Se guardiamo dentro un bisogno troviamo una gamma infinita di personalizzazioni, non abbiamo mai incontrato due persone che abbiano lo stesso vissuto sullo stesso tipo di bisogno. Alcuni di fronte ad un temporale vanno in allarme, alzano i recettori del pericolo, altri sono pieni di euforia e si incollano alla finestra. E potremmo fare così un elenco vastissimo di vissuti pressochè unici.

Ognuno vive i propri bisogni in modo differente e con queste ricerche vogliamo scoprire le sfumature personali ancora da esplorare. 

Quest’anno ci occuperemo di:

Ricerca-Azione Cagliari

Grazie al finanziamento ottenuto con il progetto “Outsider” la cooperativa sociale “PantaRei Sardegna” promuoverà un’azione di ricerca a Cagliari in collaborazione con l’ICS Santa Caterina. Cercheremo di costruire strumenti che permetteranno alle educatrici di osservarli nella fascia 0-6 anni; metteremo a confronto delle interviste semi-strutturate per la fascia pre-adolescenti e per gli adulti (genitori e insegnanti), faremo poi degli istant questions per cogliere i bisogni emergenti. Il team di lavoro sarà condotto da Ivano M. Orofino.

Colloquio di aiuto: protocollo Speranza-Resilienza

Stiamo mettendo appunto tecniche del colloquio per promuovere l’attitudine alla resilienza lavorando sulle premesse e sulla rappresentazione della speranza verso il proprio futuro possibile. Il lavoro è svolto all’interno di spazi formativi con professionisti del colloquio e direttamente nei colloqui di tipo individuale e familiare.

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Colloquio di aiuto: protocollo Riparazione e Perdono

Stiamo mettendo appunto tecniche del colloquio per promuovere l’attitudine alla riparazione delle ferite ricevute e generate. Il lavoro è svolto all’interno di spazi formativi con professionisti del colloquio e direttamente nei colloqui di tipo individuale e familiare.

Abbiamo messo in evidenza all’interno dell’esperienze raccolte sul campo quanto non ci sia un unico spazio-di-perdono o di riparazione dentro di noi ma che esso è fortemente connesso ai nostri bisogni prioritari. Ciò vuol dire che non abbiamo una sola forma di perdono possibile e che un conto è perdonare se siamo stati lesi sul bisogno di protezione e sicurezza (bisogno arcaico legato al principio della sopravvivenza, al monitoraggio dei pericoli e delle minaccie provenienti dall’ambiente…), ben diverso se siamo stati lesi sul bisogno di riconoscimento. Cambiano i processi, cambiano le emozioni in gioco, cambiano le necessità evolutive. Per questo stiamo differenziando i processi legati ai bisogni chiave per trovarne rispondenza ed evidenza sul campo.