Trasforma i tuoi bisogni in tappe di crescita

Nautilus: un Percorso Educativo per
Sviluppare Creatività e Consapevolezza negli Studenti

Che cos'è Nautilus

Nautilus è un progetto che ha come focus la creatività e l’espressività attraverso il gioco fantasy, che lavora sulla risoluzione dei problemi in gruppo e sull’emersione delle risorse personali.

L’esperienza è suddivisa in più incontri da 2-3 ore ciascuno e i gruppi vengono costruiti col numero di partecipanti variabile tra 8-12 alunni.

Nautilus si rivolge sia alla scuola superiore di 1° grado che di 2° grado. Consigliato dalla terza media in su.

Obiettivi:

Le Sfide Cruciali della Scuola di Oggi

Oggi più che mai, la scuola si trova di fronte a sfide educative che vanno oltre la pura formazione accademica. Gli studenti affrontano problemi complessi legati al disagio emotivo, all’incapacità di gestire le proprie emozioni e a difficoltà relazionali che spesso sfociano in apatia e conflitti. Questi fattori contribuiscono a un fenomeno preoccupante: la dispersione scolastica. Gli alunni più fragili o demotivati rischiano di abbandonare il percorso scolastico, mancando di strumenti emotivi e relazionali adeguati.

Inoltre, molti studenti, soprattutto a partire dalla terza media, faticano a prepararsi adeguatamente per la settimana dell’alternanza scuola-lavoro e per le future esperienze di tirocinio, non avendo sviluppato sufficienti competenze trasversali come la collaborazione, la risoluzione dei problemi e l’empatia. La scuola, quindi, necessita di progetti che possano fornire ai ragazzi queste competenze e aiutarli a costruire una base solida per affrontare il loro futuro.

La Soluzione: Nautilus

Nautilus è la risposta a queste sfide. Attraverso un percorso strutturato che utilizza strumenti potenti come il gioco di ruolo, il Cerchio e il modello B.E.M. 

Nautilus accompagna gli studenti in un processo di identificazione dei bisogni personali, di emersione delle proprie risorse e facilita l’acquisizione delle soft skills necessarie alla vita di gruppo.

Non solo, quindi, aiuta a prevenire la dispersione scolastica, ma prepara i ragazzi alle sfide future, come i tirocini e le esperienze di alternanza scuola-lavoro, fornendo loro le competenze necessarie per affrontarle con successo.

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Strumenti Utilizzati

Il progetto propone attività differenti, che permettono alle intelligenze multiple – teorizzate dal modello di Gardner – di esprimersi.

Teatro Immagine

Appartenente alla famiglia del Teatro dell’Oppresso di Boal, ha tra le finalità quella di far riscoprire la propria teatralità, vista come mezzo di conoscenza del reale. Si basa su una concezione globale dell’essere umano, visto come interazione reciproca di corpo, mente, emozioni. Nel Teatro Immagine si sperimentano linguaggi non verbali usando il corpo, il movimento e il ritmo per confrontare le diverse immagini della realtà. Si tenta di sviluppare le capacità intuitive e sensoriali, oltre che razionali. È una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone, le quali ci dicono come una persona e un gruppo la pensano visivamente, su un dato argomento. Le immagini poi possono essere dinamizzate per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili.

È una metodologia che richiede ai partecipanti la rappresentazione scenica di una situazione direttamente inerente alla finalità di apprendimento perseguita. Consiste nell’interpretazione del ruolo assegnato e nell’interazione in tempo reale con i ruoli limitrofi. 

Il Cerchio è un potente momento formativo e trasformativo, poiché attraverso gli strumenti e le regole di comportamento che propone è possibile creare un contesto di ascolto e condivisione protetto, che fa sentire le persone che sono al suo interno a proprio agio e dunque libere di esprimersi senza paura del giudizio altrui. Il rispetto è l’Istruzione originaria centrale: rispettare qualcuno non significa essere d’accordo con lui, ma ascoltarlo, dargli la possibilità di esprimersi. Per far sì che questo avvenga, tutti coloro che ascoltano sono invitati a porsi in modalità di ascolto attivo ed empatico, mentre chi parla è invitato a parlare sempre in prima persona e ad utilizzare la comunicazione assertiva.

Il B.E.M. è frutto di una ricerca azione attiva dal 2010, che ha il compito di studiare i bisogni delle persone: quali sono, che caratteristiche hanno, come funzionano e come si possono armonizzare. Fino ad oggi sono state ascoltate 3.000 persone e al momento abbiamo classificato 80 bisogni. Il modello non parte da teorie, ma utilizza la metodologia evidence based. Si fonda quindi sull’osservazione diretta sul campo. Negli anni il modello ha prodotto strumenti che sono utilizzabili in tantissimi ambiti, in quanto i bisogni non sono “relegabili” ad un solo contesto di applicazione. Accedere al livello dei bisogni vuol dire permettersi di avviare un dialogo profondo con sé stessi e di conseguenza di essere più chiari, autentici e congruenti nella relazione con l’altro.

Esempi di possibili percorsi

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