LA CONCHIGLIA E IL SOTTOMARINO

Il nome del progetto Nautilus ha una doppia origine: da un lato, il genere di mollusco nautilus, che costruisce attorno a sé una conchiglia ben riconoscibile; dall’altro il primo battello sommergibile della storia – ma se vogliamo, anche l’iconico sottomarino del capitano Nemo di Jules Verne.

Quando accostiamo una conchiglia al nostro orecchio e ascoltiamo con attenzione avviene una magia: alcuni credono di sentire il mare, altri il battito del loro cuore, in realtà sentiamo l’ambiente che ci circonda e che risuona nella cavità. Quando un suono esterno investe la conchiglia, infatti, alcune onde vengono silenziate ed altre amplificate, a seconda della sua struttura.
Nautilus, come spazio di ascolto e di confronto, vuole essere una cassa di risonanza anche per quelle onde che solitamente non trovano spazio.
Il sottomarino, d’altro canto, scende negli abissi, raggiungendo ciò che è sommerso e che gli altri non possono vedere dalla superficie.

In questo spazio, attraverso i diversi strumenti, avremo modo di guidare i ragazzi in profondità e di far emergere i loro bisogni, che spesso sono nascosti e velati.

Perché proporre Nautilus alla tua classe?

Nella tua scuola hai alunni che…

  • faticano ad esprimersi
  • vivono dinamiche conflittuali tra loro 
  • sembrano mostrare apatia 
  • faticano a interagire tra loro

E tu vorresti…

  • proporre occasioni di ascolto e conoscenza di sé e dei propri bisogni
  • creare momenti di relazione autentica attraverso l’ascolto, il confronto e il sostegno tra loro
  • aiutarli a sviluppare una comunicazione assertiva e non violenta

Nautilus permette di creare uno spazio e un tempo per l’ascolto di sé stessi, in cui far emergere i propri bisogni e condividerli con gli altri in un clima di accoglienza e non giudizio.

Obiettivi

  • Stimolare la consapevolezza dei propri bisogni e imparare a comunicarli con chiarezza 
  • Stimolare la consapevolezza di sé e l’autoconoscenza 
  • Esercitare la gestione delle emozioni, l’empatia e l’intelligenza emotiva
  • Esercitare una comunicazione e un ascolto efficaci
  • Stimolare a interrogarsi sulla propria identità e sulla relazione con l’Altro
  • Riconoscere i conflitti come espressione di bisogni che cercano una strada per essere ascoltati e considerati 

A chi è rivolto

Il progetto ha come destinatari alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado.

 

Struttura della proposta

La proposta si può comporre nei seguenti modi:

  • Con un gruppo classe: può essere modulato in più incontri della durata di 2 ore ciascuno durante l’orario scolastico; in classe o in uno spazio neutro a disposizione della scuola (palestra, auditorium, teatro, aula polifunzionale). In questa modalità si può partire da tematiche e dinamiche già presenti nel gruppo classe e selezionare uno dei percorsi già sviluppati dalle formatrici oppure costruirne uno su misura.

  • Con un gruppo misto: in un percorso che può essere modulato in più incontri della durata di 2 ore ciascuno anche durante l’orario extrascolastico; in uno spazio neutro a disposizione della scuola (palestra, auditorium, teatro, aula polifunzionale). In questa modalità il punto di partenza dei percorsi sono le tematiche proposte dalle formatrici e concordate con la scuola. Il laboratorio ha un numero massimo di 25 posti ed è aperto agli studenti di tutte le classi dell’istituto.

Strumenti utilizzati

Il progetto propone attività differenti, che permettono alle intelligenze multiple – teorizzate dal modello di Gardner – di esprimersi. L’ordine in cui vengono proposti gli strumenti e il loro grado d’intensità può dunque variare a seconda della composizione del gruppo classe e delle sue caratteristiche peculiari.

Teatro Immagine
Appartenente alla famiglia del Teatro dell’Oppresso di Boal, ha tra le finalità quella di far riscoprire la propria teatralità, vista come mezzo di conoscenza del reale. Si basa su una concezione globale dell’essere umano, visto come interazione reciproca di corpo, mente, emozioni. Nel Teatro Immagine si sperimentano linguaggi non verbali usando il corpo, il movimento e il ritmo per confrontare le diverse immagini della realtà. Si tenta di sviluppare le capacità intuitive e sensoriali, oltre che razionali. È una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone, le quali ci dicono come una persona e un gruppo la pensano visivamente, su un dato argomento. Le immagini poi possono essere dinamizzate per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili.
Roleplay

È una metodologia che richiede ai partecipanti la rappresentazione scenica di una situazione direttamente inerente alla finalità di apprendimento perseguita. Consiste nell’interpretazione del ruolo assegnato e nell’interazione in tempo reale con i ruoli limitrofi. 

Canzoni
Via del Cerchio
Il Cerchio è un potente momento formativo e trasformativo, poiché attraverso gli strumenti e le regole di comportamento che propone è possibile creare un contesto di ascolto e condivisione protetto, che fa sentire le persone che sono al suo interno a proprio agio e dunque libere di esprimersi senza paura del giudizio altrui. Il rispetto è l’Istruzione originaria centrale: rispettare qualcuno non significa essere d’accordo con lui, ma ascoltarlo, dargli la possibilità di esprimersi. Per far sì che questo avvenga, tutti coloro che ascoltano sono invitati a porsi in modalità di ascolto attivo ed empatico, mentre chi parla è invitato a parlare sempre in prima persona e ad utilizzare la comunicazione assertiva.
B.E.M.

Il B.E.M. è frutto di una ricerca azione attiva dal 2010, che ha il compito di studiare i bisogni delle persone: quali sono, che caratteristiche hanno, come funzionano e come si possono armonizzare. Fino ad oggi sono state ascoltate 3.000 persone e al momento abbiamo classificato 80 bisogni. Il modello non parte da teorie, ma utilizza la metodologia evidence based. Si fonda quindi sull’osservazione diretta sul campo. Negli anni il modello ha prodotto strumenti che sono utilizzabili in tantissimi ambiti, in quanto i bisogni non sono “relegabili” ad un solo contesto di applicazione. Accedere al livello dei bisogni vuol dire permettersi di avviare un dialogo profondo con sé stessi e di conseguenza di essere più chiari, autentici e congruenti nella relazione con l’altro.

Esempi di possibili percorsi

Bisogni – Conoscenza di sé

Identità e appartenenza

Talenti e doni – Conoscenza di sé

Processi decisionali

Il mio futuro

Contrasti e conflitti – Dinamiche negoziali

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